Grecia di primavera. Creta, Cicladi, Atene.

Distese di fichi d’india e ulivi profumano l’aria delle campagne, viali di aranci e cascate di gerani colorano i centri abitati. Tutt’intorno il mare, ora cobalto ora turchese, spiagge dorate, il vento che sa di Mediterraneo. Egeo, forse è qui il paradiso. Sei mila isole di cui solo 227 abitate, una manciata quelle più note. La primavera è il momento ideale per viverle senza la folla dei mesi estivi.

Rodi

Rodi

L’isola più visitata della Grecia è Creta, nell’estremo sud del mar Egeo a 300 chilometri dalla costa africana. E’ la quinta isola più grossa del Mediterraneo, nota anche con il nome veneziano “Candia”. Qui nacque la civiltà minoica, tra il 2700 e il 1450 a.C. Fu riscoperta nei primi anni del Novecento dall’archeologo britannico Arthur Evans, che a pochi chilometri dalla città di Iraklion rintracciò il palazzo di Cnosso. E’ uno dei siti archeologici più importanti del Paese ed è collegato ad antichi miti della Grecia classica: era così complesso e intricato da esser menzionato come il labirinto dove il re Minosse rinchiuse il Minotauro.

Creta, Il palazzo di Cnosso

Creta, Il palazzo di Cnosso

Nel sud dell’isola c’è il villaggio di Matala, reso celebre dalle grotte preistoriche abitate da una comunità hippy negli anni ’70. La spiaggia bagnata dal mar libico divenne meta di giovani da tutto il mondo, tra cui artisti e musicisti come John Lennon, Bob Dylan, John Baez e Janis Joplin.

Creta, la spiaggia degli hippy

Creta, la spiaggia degli hippy

Le isole più vicine ad Atene sono le Cicladi. Mykonos, campo di battaglia tra Zeus e i Titani, è senz’altro la più mondana. Di estate è patria di discoteche, cocktail e spiagge nudiste, in primavera è un villaggio silenzioso con boutique eleganti e giardini colmi di limoni. I celebri mulini a vento sono poco oltre la “piccola Venezia”, un gruppetto di case incantevoli costruite proprio sul mare.

Mykonos, la "piccola Venezia"

Mykonos, la "piccola Venezia"

L’isola è meta del turismo dagli anni ’30 del Novecento per la vicinanza a Delo, dove c’è un sito archeologico patrimonio dell’Unesco. L’isola di Tinos dista un decina di chilometri,  il villaggio arroccato sulle colline è un’oasi di quiete per  passeggiare senza meta. Tra le case candide con i balconi blu regna il silenzio e sembra quasi di disturbare i gatti che sonnecchiano all’ombra delle bouganville in fiore.

Mykonos

Mykonos

Mykonos

Mykonos

Santorini è l’isola più meridionale delle Cicladi, gioiello dell’Egeo con la forma di mezzaluna. Appare come un’enorme falesia nera che emerge dalle acque, la sua sommità candida lascia senza punti di riferimento nella memoria e fa pensare a un abbaglio, al marmo, addirittura alla neve. Bisogna arrivare proprio sotto l’isola e mettersi con il naso all’insù per capire che si tratta dei paesi Thira e Oia, gruppi di piccole casette bianche 500 metri più in alto, a picco sul mare. La caldera sommersa è l’eredità di quella che  forse è stata la più grande eruzione vulcanica di tutti i tempi. Nel 1627 a.C. l’isola fu sventrata dall’esplosione e sprofondò nel mare, affascinando i posteri con l’irrisolvibile dubbio che proprio qui sorgesse la città di Atlantide.

Santorini

Santorini

L’arcipelago del Dodecaneso è proprio di fronte all’Asia minore, a pochi chilometri dalla città turca Bodrum. L’isola di Kos – luogo natale di Ippocrate, padre della medicina - è famosa per la ricca vegetazione e il clima temperato, le moschee e le spiagge meravigliose. A poche ore di navigazione c’è la leggendaria Patmos, luogo dove l’apostolo Giovanni  scrisse il Vangelo e l’Apocalisse. I collegamenti con le altre isole sono più difficoltosi e proprio questo restituisce ai viaggiatori una Grecia intima, genuina, dove si cammina tra i pastori per arrivare a calette deserte, e la sera ci si accontenta di una taverna dove bere un bicchiere di Ouzo. Il centro storico di Chora, il Monastero di San Giovanni e la grotta dell’Apocalisse sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Patmos è uno dei pochi posti al mondo dove le cerimonie religiose sono ancora praticate nella forma originaria, come lo erano agli inizi del Cristianesimo.

Patmos, la grotta dell'Apocalisse

Patmos, la grotta dell'Apocalisse

Patmos, il Monastero di San Giovanni

Patmos, il Monastero di San Giovanni

Le principali isole della Grecia sono unite dai traghetti locali, le crociere che partono dall’Italia toccano le località più famose. Se non si ha molto tempo a disposizione si può salpare direttamente nel Mar Egeo con la compagnia Louis Cruises, che ha numerose partenze da Grecia, Cipro e Turchia. Un tour delle isole è in ogni caso un’ottima occasione per visitare la capitale Atene: una metropoli vivace con quattro milioni di persone, venditori ambulanti ai lati delle strade e una rocca nel cuore della città, l’Acropoli, dove l’umanità ha offerto il meglio del suo passato.

Atene, l'Acropoli e il Partenone

Atene, l'Acropoli e il Partenone

Il Partenone, dopo 2500 anni di terremoti, guerre e saccheggi, domina la città con i suoi resti. Simbolo dell’architettura classica, fu costruito in onore della dea Atena per iniziativa di Pericle, nel V secolo a.C..  Nel 1687 fu colpito con una cannonata dei Veneziani che frantumò duemila anni di storia, lasciando al mondo uno scheletro di marmo dalla grandiosità ultraterrena.

Sulle pendici dell’Acropoli c’è il Teatro di Dioniso, il teatro greco per eccellenza, ai piedi del nuovo Museo dell’Acropoli c’è l’Odeo di Erode Attico. Meno noto è il santuario dedicato a Egeo, mitologico re di Atene padre di Teseo. Della sua vita si ricorda sempre l’ultimo istante: aspettava il figlio di ritorno da Creta, dove era andato a uccidere il Minotauro. Teseo avrebbe issato vele bianche in caso di vittoria e vele in nere in caso di sconfitta, ma una tempesta squarciò quelle candide  così  le sostituì con le scure. Quando Egeo vide la nave in lontananza lo credette morto e non resse al dolore: si tolse la vita, gettandosi nelle acque di quel mare ricco d’isole che ora porta il suo nome.

(anche su Repubblica.it)