ANDE, FORESTA, OCEANO. PARADISO COLOMBIA

 

Giungla e mari selvaggi, montagne e piantagioni di caffè. Bogotà, Medellin, Cartagena. Tra splendori coloniali e caos contemporaneo, una terra meravigliosa e finalmente accessibile

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Colombia, l'unico rischio è di volerci restare". All'ente nazionale del turismo colombiano non manca l'ironia nel promuovere un paese ricco di meraviglie storiche e naturali, ma noto al mondo per il passato violento. La Colombia del Duemila ha però cambiato volto e si mostra finalmente ai turisti. Bogotà appare tra le Ande all'improvviso. E' la terza capitale più alta nel mondo, otto milioni di abitanti in un piana gigante a 2600 metri di altezza.

Una metropoli moderna e affollata, una distesa di case rosse e grattacieli avvolti dall'inquinamento. Il tasso di omicidi è al minimo storico degli ultimi trent'anni. La zona centrale della Candelaria è un dedalo di viuzze, brulicante di università, gallerie d'arte, ristoranti e librerie. La calle 11, con il museo Fernando Botero e il Centro culturale Gabriel Garcia Marquez, è un palcoscenico per i due eroi nazionali contemporanei.

Bogotà

Bogotà

Bogotà

Bogotà

Bogotà

Bogotà

Per viaggiare in sicurezza alcune zone della Colombia sono difficili da visitare. A parte l'Amazzonia, pressoché disabitata, bisogna prestare cautela nel sud del paese, dove l'unica strada sicura è la Panamericana. I posti di blocco sono frequenti e agli autobus capita più volte al giorno di essere fermati per controlli di bagagli e documenti. Raggiungere il confine con l'Ecuador richiede più di 24 ore di viaggio sulle Ande e non è consigliabile viaggiare di notte. Da Popayan sino a Ipiales la strada è ad alta quota e tortuosa, infestata da banditi appena cala il sole.

Ipiales

Ipiales

Bogotà, Cali e Medellin formano il triangolo chiamato "zona Cafetera", una zona ricca di piantagioni di caffè. Dalla piccola Salento - una cittadina dalle case bianche con le tegole rosse, omoni con baffi e cappello da cowboy che giocano a biliardo nei caffè - si accede alla valle di Cocora e alla foresta nebulare. Nonostante i duemila metri d'altitudine le colline sono umide e sempreverdi, coperte da una cortina di nuvole a bassa quota. Svettano ovunque le palme della cera, l'albero nazionale colombiano. E' la palma più alta del mondo, il suo fusto raggiunge anche i 60 metri.

Salento

Salento

In sei ore di autobus si arriva a Medellin, la famigerata Medellin. Caotica, losca, elettrizzante. Proprio qui il criminale Pablo Escobar creò il celebre Cartel de Medelin, che rese la città capitale mondiale della cocaina e Pablo Escobar il settimo uomo più ricco della Terra. Nel 1993 fu ucciso durante uno scontro a fuoco mentre scappava sui tetti: si scatenò il caos tra i narcotrafficanti e Medellin divenne la città più pericolosa del mondo.

Dopo vent'anni la città prova di dimenticare il passato con grattacieli scintillanti e l'unica metropolitana della Colombia, un treno sopraelevato che si trasforma in funivia per raggiungere le comunità sui monti. Il resto sono murales, strombazzate di clacson, uomini di affari, mendicanti e venditori di frutta, musei, discoteche. Ma con il buio i caffè del centro si svuotano, e Medellin ritorna buia e malfamata.

Medellin

Medellin

Raggiungere Mompox è un viaggio faticoso e indimenticabile. Patrimonio dell'Unesco dal 1995, è una città coloniale costruita tra il Rio Cauca e il Rio Magdalena, due grandi fiumi senza ponti per attraversarli. Dopo dieci ore di Panamericana e un'ora di camioncino si arriva a Maganguè, sul Rio Cauca. In mezz'ora di "chalupa" si arriva al porto più vicino, al di là del fiume. Da lì a Mompox i trasporti pubblici sono inesistenti, ma sulla banchina c'è la ressa di ragazzini che offrono un passaggio in moto per gli ultimi 50 chilometri di strada.

A Mompox il tempo è fermo a fine ‘800, quando i commerci fluviali deviarono e la città rimase isolata, troppo scomoda anche per la guerriglia e i narcotrafficanti. Afosa, fatiscente, meravigliosa, nella cittadina si può chiacchierare con i mercanti che abitano in barche colme di ananas, oppure giocare a carte lungo il fiume davanti a un succo tropicale.

Tutti gli uomini cercano di attaccare bottone con gli italiani: "Venticinque anni fa, qui è c'è stata la donna più bella del mondo", raccontano con gli occhi ancora sognanti. Basta trovare una vecchia locandina in un bar per capire il perché. Era il 1986 e il regista Francesco Rosi girò ‘Cronaca di una morte annunciata', dal romanzo di Gabriel Garcia Marquez. Nel ruolo di Angela Vicario, la giovane Ornella Muti.

Mompox. Venditore di ananas sobrio

Mompox. Venditore di ananas sobrio

Mompox, venditore di ananas ubriaco

Mompox, venditore di ananas ubriaco

Nei quasi duemila chilometri tra Panama e il Venezuela affiorano le influenze africane e precolombiane del paese. Santa Marta è la città più antica del Sudamerica ancora esistente, il vicino Parque nacional Tayrona è un paradiso della natura. Alle sue spalle c'è la Sierra Nevada de Santa Marta, la catena montuosa costiera più alta del mondo.

Il Mar dei Caraibi si raggiunge con una camminata di due ore nella foresta pluviale, mentre le scimmie saltano tra gli alberi e processioni di formiche giganti rigano i sentieri. A causa delle correnti pericolose la balneazione è spesso vietata, ma vale la pena di passare la notte su un'amaca dei tanti campeggi in riva al mare.

Cartagena

Cartagena

La vicina Cartagena de Indias, un milione di abitanti, è la città più visitata della Colombia. Fu fondata nel 1533 dagli spagnoli e in breve divenne il porto più importante della costa caraibica, la porta d'accesso al Sudamerica. Cartagena è la città coloniale meglio conservata del Paese e ha un quartiere sul mare, Bocagrande, che imita Miami Beach. I viaggiatori stranieri sono molti, ma pochi lasciano la zona turistica per vedere la città vera, quella povera, frenetica, sporca, dove i neri sono più dei meticci, e nel mercato centrale si cammina tra venditori di carbone e pentoloni di zuppa di tartaruga.

Cartagena

La città vecchia, cinta da 13 chilometri di mura che le valsero il nome Ciudad Ammurallada, è un gioiello di architettura coloniale con chiese monumentali, il palazzo dell'Inquisizione ed eleganti balconi coperto da bouganville. Il resto è memoria fiabesca, storie di pirati e mari infestati dagli squali, storie di ricchezza smisurata, sofferenze e soprusi.

La Cartagena dell'Impero dove non tramontava mai il sole, deposito dei tesori rubati agli indigeni in attesa di partire per l'Europa. Il porto d'arrivo per i galeoni dall'Africa, baluardo spagnolo oltreoceano che ha venduto al mercato più di un milione di schiavi.