MALESIA, LA NATURA PRIMORDIALE

 

La foresta più antica del mondo, palme sul mare e tramonti mozzafiato. E poi ancora: piantagioni di tè, branchi di scimmie, zuppe di noodles. E una capitale nata dal nulla con i grattacieli gemelli più alti del mondo

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Era un piccolo paese nella giungla, è diventata una delle metropoli più seducenti dell’Asia con centri commerciali scintillanti, cibo di strada, palme da cocco, clacson impazziti: benvenuti a Kuala Lumpur, la capitale della Malesia.

Le Petronas Tower - due grattacieli gemelli di 452 metri, diamanti dalle mille facce che brillano alla luce del sole - sono il simbolo della città e della sua ricchezza. Inaugurate nel 1997, per sette anni sono stati gli edifici più alti del mondo. Merdeka square è il cuore della città: proprio in questo prato, un campo da cricket simbolo dell’occupazione inglese, nel 1957 la Malesia ha dichiarato l’indipendenza.

Le affollate China town e Little India sono a pochi isolati: tra zuppe di noodles e odore di peperoncino i banchi dei venditori traboccano di scarpe, film contraffatti, copie di orologi e vestiti di marca. Il quartiere a luci rosse di Chow Kit è noto per il mercato all’ingrosso, dove in vicoli bui e umidi si cammina tra tonnellate di frutti colorati, rospi vivi, carretti e teste di bue.

Qui Kuala Lumpur si fa silenziosa e si dimentica di essere una metropoli invasa da luci al neon e motociclette, dove i minareti delle moschee spuntano tra i cavalcavia e le strade a sei corsie.

  Kuala Lumpur. Petronas Tower

Kuala Lumpur. Petronas Tower

Spostarsi nella penisola malese è semplice, ci sono numerose compagnie di autobus e le strade sono ben tenute. A pochi chilometri dalla capitale si possono visitare le Batu Caves, affollate grotte in cima a un promontorio calcareo: al loro interno c’è un santuario induista che si raggiunge salendo 272 scalini infestati da scimmie. All’inizio della rampa campeggia la gigantesca statua dorata della divinità Muruga.

A tre ore da Kuala Lumpur si arriva a Ipoh, una città piuttosto squallida nonostante gli edifici coloniali e le ville tropicali. La new town è un labirinto di fatiscenti shophouse cinesi, con strade fetide invase dai topi, ma nel centro storico i palazzi eleganti e i giardini rievocano la ricchezza del passato, quando grazie alla miniere di stagno Ipoh era una delle città più ricche del sud est asiatico.

  Batu Caves

Batu Caves

Da Ipoh partono gli autobus per le Cameron Highlands, la stazione collinare più grande della Malesia. Dopo tanto caldo umido in tutte le regioni del Paese, i visitatori potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo: l’altitudine varia tra i 1300 e i 1800 metri e le temperature scendono sotto i 20 gradi centigradi.

In questa zona è possibile fare escursioni a piedi, visitare le coltivazioni di fragole, addentrarsi in serre tracimanti di fiori o vivai di farfalle. L’attrazione principale delle Cameron Highlands sono i tour nelle coltivazioni di tè: le piantagioni si estendono sulle colline per migliaia di ettari, dolci, ordinate, di un verde luminoso.

  Cameron Highlands

Cameron Highlands

Le spiagge della Malesia peninsulare sono incantevoli, le più belle si trovano sulla costa orientale. Nella regione del Terengganu - a una ventina di chilometri da Kuala Besut, un villaggio di pescatori sotto il confine con la Thailandia – ci sono le Perenthian Islands. Si raggiungono con una traversata di 40 minuti a folle velocità, su barchette colme di turisti oltre ogni buonsenso. Ma ne vale la pena, le Perenthian Islands sono paradisi tropicali.

L’isola più grande, Besar, offre sistemazioni di livello elevato; Kecil, la più piccola e selvaggia, attira viaggiatori zaino in spalla per gli spartani chalet sulla spiaggia. Sulle isole non ci sono bancomat, automobili e telefoni pubblici, mentre internet è disponibile a prezzi molto elevati. Non resta che crogiolarsi al sole, leggere e giocare a pallavolo sulla sabbia. La giungla arriva sin sull'acqua: tra le palme da cocco e i fiori tropicali si aggirano i varani mentre gli scoiattoli si rincorrono sui tetti dei chioschi.

Con le barche dei pescatori si visitano baie incontaminate, si nuota tra tartarughe marine e banchi di pesci variopinti. I più coraggiosi possono tuffarsi nello “shark point”, un lembo di mare dove si vive l’ebbrezza di veder passare gli squali. La sera la spiaggia si popola di falò e lampade al cherosene, i bar organizzano grigliate di marlin, tonni e barracuda.

  Perenthian Islands

Perenthian Islands

Scendendo a sud per poco più di 200 chilometri si arriva a Cherating. Le onde del Mar cinese meridionale la rendono una destinazione ambita per i surfisti: la spiaggia è lunga e orlata da palme. Ogni giorno la marea lascia scoperti decine di metri di bagnasciuga, che per qualche minuto diventa una prateria di granchi. Il villaggio è pervaso da un’atmosfera fricchettona, lungo l’unica via polverosa ci sono caffè con musica reggae e turisti che strimpellano la chitarra.

La maggior parte degli alberghi è composta da capanne circondate da alberi di mango, è rilassante ma può capitare di trovarsi davanti alla porta scimmie o uccelli dal becco lungo mezzo metro. Il fiume che costeggia Cherating è disseminato di mangrovie: con le gite in barca si avvistano i serpenti, la notte si naviga dentro nuvole di lucciole. A pochi chilometri di distanza c’è una riserva di tartarughe che organizza escursioni notturne per assistere alla deposizione delle uova.

  Cherating. Le uova di tartaruga

Cherating. Le uova di tartaruga

Il centro della Malesia è coperto da una giungla umida e impenetrabile. Il Tamam Negara, il parco più importane del Paese, si estende su tre stati (Pahang, Kelantan e Terengganu). La sua porta d’accesso è Jerantut: dalla vicina Kuala Tembeling partono le piroghe per Kampung Kuala Tahan, il villaggio principale dentro il Parco. Una delle attrazioni principale è il Canopy Walkway, un sentiero fatto di ponti sospesi tra gli alberi. In questo fitto groviglio di vegetazione - tra alberi secolari, liane, orchidee e felci – cresce la rafflesia, il fiore più grande del mondo.

Nel Taman Negara la Terra si presenta rigogliosa e svela tutta la meraviglia della natura. L’atmosfera è primordiale, nascosti tra la flora si possono avvistare elefanti, tigri, leopardi e rinoceronti. Alcune centinaia di batek, uno dei gruppi indigeni della Malesia (detti anche orang asli) vivono qui, di caccia e di raccolta. Abitano in uno dei luoghi che ha fatto la storia del mondo. Il Tamam Negara è ritenuta la foresta più antica ancora esistente: ha circa 130 milioni di anni, e c’è da immaginare sia cambiato poco da allora.