Armenia, andateci ma non a gennaio.

Volevamo la neve, il freddo, il ghiaccio. E andare a colpo sicuro. Certo, c'era anche il rischio di finire a meno venti in un Paese paralizzato dalle bufere, con i passi montani chiusi e le strade impraticabili. Ma ci siamo andati lo stesso, e ne siamo rimasti entusiasti: anche perché di turisti in Armenia, a inizio gennaio, c'eravamo solo noi. 

In Armenia siamo entrati dalla Georgia, con un pulmino scassato preso nella stazione di Tbilisi. Là c'era il sole e non c'era nemmeno un millimetro di neve. Tutto il contrario dell'Armenia, dove a gennaio il cielo è color ghiaccio e il raro sole è breve e incapace di scaldare. A Yerevan abbiamo deciso di affittare una macchina: l'unica abbordabile era una Lada Niva che sembrava prodotta negli anni Settanta, e invece era del 2009.

 Noravank

Noravank

Abbiamo passato tanti bei momenti insieme. Tipo quando abbiamo oltrepassato il passo di Vorotan, a 2344 metri sul livello del mare. È stata una giornata memorabile: eravamo così contenti che abbiamo fatto anche un video.

Al ritorno invece abbiamo avuto il coraggio di fare solo una foto.

 Vorotan Pass, 2344 metri.

Vorotan Pass, 2344 metri.

Anche perché tutto quello che era successo tra il passo di Vorotan e Goris - nel sud dell'Armenia per intenderci, lungo la strada che porta in Iran - ci aveva duramente provato. Sulla guida c'era scritto: "Fare attenzione con l'altopiano di Sisian, perché è un posto così freddo, ventoso e poco soleggiato che la neve rimane sino ad aprile". E infatti ci siamo detti: "E come sarà a gennaio?". Beh, accogliente.

 Altopiano Sisian

Altopiano Sisian

 Altopiano Sisian

Altopiano Sisian

Dopo aver oltrepassato il Passo di Vorotan la bufera di neve si è finalmente placata, ma è cominciata la discesa: esperienza terribile, perché eravamo parecchio sotto zero ed era tutto ghiacciato.

  Oltrepassato il passo di Vorotan

Oltrepassato il passo di Vorotan

Per fortuna i primi giorni di viaggio eravamo rimasti più a nord. 
Dove avevamo trovato bel tempo.

(L'Huffington Post, 3 febbraio 2016)